Il caso della campionessa olimpionica che ha deciso di congedarsi dall’arma dei carabinieri perché la sua partecipazione ad una trasmissione televisiva non era stata ritenuta “compatibile” dai suoi superiori merita una riflessione. Ma non sull’opportunità che un carabiniere possa partecipare o meno a spettacoli televisivi ed esprimervi le proprie opinioni (cosa che mi sembra scontata), ma sul fenomeno tutto italiano dell’appartenenza degli atleti italiani alle varie armi dell’esercito e della polizia.
Praticamente tutti gli olimpionici e tutti coloro che ne hanno le potenzialità, come nella vecchia Unione Sovietica, sono in forze o presso i carabinieri, o la Guardia di finanza, o la Polizia di stato.
Perché? E’ solo nell’esercito che maturano i nostri campioni?
La risposta è molto più materiale.
Anche chi si dedica alle discipline più impegnative dello sport agonistico ha diritto a campare. Non si vive di sole medaglie ed uno stipendio è necessario anche per loro.
Ecco allora che, in cambio di qualche briciolo d’immagine, si fanno avanti le varie armi per arruolare gli elementi più promettenti nei propri organici.
In tutto questo, a mio avviso, c’è una distrazione di fondi pubblici per attività diverse dalle finalità di queste armi.
Non sarebbe più semplice e trasparente che lo stipendio a queste persone (certamente meritevoli) lo erogasse l’ente preposto allo sport, e cioè lo stesso CONI?
20 Ottobre, 08...6:35 pm
Olimpionici con le stellette
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