21 Dicembre, 08...11:08 pm

Primato morale

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I freschissimi scandali che hanno sconvolto il PD (senza, per questo, assolvere i corrotti cronici dell’altra parte) hanno fatto crollare il mito della superiorità morale della sinistra, orgogliosamente rivendicata da Berlinguer per il PC e, da allora, acquisita come scontata da gran parte dell’opinione pubblica e da quel partito.
Confesso che faccio fatica a credere fideisticamente in un tale assioma, anche se in termini storici può non apparire infondato. La realtà, tuttavia, è abbastanza diversa. Tale superiorità, storicamente incontrovertibile, era prevalentemente dovuta alla lunga marcia di quel partito attraverso il deserto dell’opposizione. Quanto meno a livello nazionale.
La lunga, lunghissima e apparentemente interminabile astinenza da potere ne aveva selezionato la classe dirigente centrale, abituandola ad una severa selezione anche delle dirigenze locali in termini di rigore morale.
Non è un caso, del resto, se durante tutta la cosiddetta “prima repubblica”, oltre alla sinistra, gli scandali non abbiano mai sfiorato neppure l’estrema destra.
In effetti la superiorità morale non riguarda la sinistra in quanto tale, ma l’oggettiva condizione di opposizione duratura. E per due ragioni: da un lato perché è sempre l’occasione che fa l’uomo ladro e la lontananza dalla stanza dei bottoni elimina l’humus che alimenta la mal politica; dall’altro perché tutti coloro che scelgono questo o quel partito solo in funzione dei vantaggi materiali (non raramente anche illegali) che tali militanze possono procurare, per definizione scelgono sempre e soltanto le compagini al potere.
Se ne potrebbe concludere che un movimento politico di persone per bene non dovrebbe mai avere una vocazione maggioritaria e di governo. Il che sarebbe come rassegnarsi, senza neppure lottare, a consegnare il potere alla parte più corrotta  della società.
Una buona politica deve sapere correre il rischio di sporcarsi. Ma soprattutto deve lavorare per cambiare la cultura etica del Paese. Che da anni soffre d’una incontenibile  e epidemica crisi di moralità.

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